Mercoledì, 19 Settembre 2018
MESSINA

Autopsia ed indagini
per incidente di Zaffferia

Sono ancora gravi le condizioni del meccanico 29enne di Calatabiano ricoverato nel reparto di Chirurgia Toracica del Policlinico. Le indagini della Polizia Stradale hanno ormai accertato che era lui a guidare la Lancia Y che ieri mattina all’alba è volata giù dal viadotto  Zafferia della tangenziale. Un volo di parecchi metri che non ha lasciato scampo all’amico che era in auto con lui. Alessandro Mobilia, 29 anni anche lui di Calatabiano è morto sul colpo schiacciato fra le lamiere dell’auto che si è schiantata contro il muro di cinta della Comunità Agorà. Secondo la sottosezione della Polstrada di Messina all’origine dell’incidente vi sarebbe l’alta velocità. La Lancia Y non avrebbe rispettato il limite di velocità di 80 chilometri orari e nell’affrontare una curva pericolosa l’automobilista ha perso il controllo dell’auto che ha sfondato il guard rail. Propri per chiarire meglio la dinamica dell’incidente mortale il sostituto procuratore Antonio Carchietti ha affidato un incarico di consulenza all’ingegner Andreas Pirri, esperto in infortunistica. Il perito dovrà anche stabilire se le barriere protettive, spazzate via dalla Lancia Y, erano adeguate o se con le più moderne barriere antisfondamento la tragedia si sarebbe potuta evitare.  Il magistrato attende anche l’esito dell’alcol test e degli esami tossicologici sul conducente dell’auto per decidere se iscriverlo sul registro degli indagati. Intanto, oltre al tratto di guard rail divelto il magistrato ha posto sotto sequestro anche l’autovettura. 

Sono ancora gravi le condizioni del meccanico 29enne di Calatabiano ricoverato nel reparto di Chirurgia Toracica del Policlinico. Le indagini della Polizia Stradale hanno ormai accertato che era lui a guidare la Lancia Y che ieri mattina all’alba è volata giù dal viadotto  Zafferia della tangenziale. Un volo di parecchi metri che non ha lasciato scampo all’amico che era in auto con lui. Alessandro Mobilia, 29 anni anche lui di Calatabiano è morto sul colpo schiacciato fra le lamiere dell’auto che si è schiantata contro il muro di cinta della Comunità Agorà. Secondo la sottosezione della Polstrada di Messina all’origine dell’incidente vi sarebbe l’alta velocità. La Lancia Y non avrebbe rispettato il limite di velocità di 80 chilometri orari e nell’affrontare una curva pericolosa l’automobilista ha perso il controllo dell’auto che ha sfondato il guard rail. Propri per chiarire meglio la dinamica dell’incidente mortale il sostituto procuratore Antonio Carchietti ha affidato un incarico di consulenza all’ingegner Andreas Pirri, esperto in infortunistica. Il perito dovrà anche stabilire se le barriere protettive, spazzate via dalla Lancia Y, erano adeguate o se con le più moderne barriere antisfondamento la tragedia si sarebbe potuta evitare.  Il magistrato attende anche l’esito dell’alcol test e degli esami tossicologici sul conducente dell’auto per decidere se iscriverlo sul registro degli indagati. Intanto, oltre al tratto di guard rail divelto il magistrato ha posto sotto sequestro anche l’autovettura. 

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