Giovedì, 13 Dicembre 2018
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MESSINA

Cemento a Montalto
il silenzio
della città

cementificazione a montalto, Messina, Archivio

Si dovrebbe discutere, dibattere magari indignarsi e proporre qualche soluzione. E invece un silenzio assordante circonda il progetto di cementificare il Colle della Caperrina ai piedi del Santuario di Montalto. Quel luogo fantastico dal quale durante la sua visita messinese si affacciò anche Papa Wojtila restando incantato dal panorama mozzafiato. Ora lì, su quel promontorio,  dovrebbero sorgere due palazzine, una di civile abitazioni e una della parrocchia di MOntalto proprietaria dei terreni. L’impresa forte già di una sentenza positiva del TAr di Catania che aveva accolto il suo ricorso contro il Comune, va avanti per la sua strada senza trovare grandi opposizioni in città. Un silenzio inspiegabile visto il dibattito che si è aperto negli ultimi anni a Messina sulla necessità di evitare la cementificazione degli angoli più suggestivi ma anche meno sicuri della città.  Silenzio imbarazzante da parte della Sovrintendenza ai Beni Culturali, silenzio della Curia, della giunta e del consiglio comunale.  L’unico a lottare con forza e a tentare di bloccare la colata di cemento sul Colle della Caperrina è l’ingegnere capo del Genio Civile, Gaetano Sciacca che da anni si batte su questo fronte. Già due anni fa aveva riunito  attorno a un tavolo   università, sindacati, Confindustria, Ance, ingegneri, architetti e geometri per discutere del caso Montalto, un progetto di edificazione che, seppur valida dal punto di vista statico, non lo è altrettanto da quello etico. Il Genio Civile nei mesi scorsi aveva già descritto con precisione la situazione di pericolo derivante dalla costruzione di due palazzine sul Colle di Montalto ma, a causa del silenzio del Comune, il Tar nel giugno scorso, ha negato l’esistenza dei rischi adombrati dall’ingegnere Sciacca. Così ora è ancora il Genio Civile a proporre ricorso al CGA contro la sentenza del Tar ricordando fra l’altro che l’altezza prevista del fabbricato e la ridotta larghezza stradale costituiscono un ulteriore elemento di rischio. SCiacca per non lasciare nulla d’intentato ha scritto anche all’arcivescovo Calogero La Piana ma non ha ancora ricevuto risposta.  E, intanto, ieri la responsabile del WWF, Anna Giordano ha chiesto al consiglio comunale che predisponga una variante di salvaguardia  per congelare le zone di espansione previste nel piano regolatore. Una soluzione che tutelerebbe altre fette del nostro territorio che presto potrebbero sepolte dal cemento.

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