Lunedì, 10 Dicembre 2018
MESSINA

“Casa Nostra”,
indignarsi
non basta più

casa nostra tremonti, Messina, Archivio

 Non c’è nome più indovinato, più adatto a raccontare le vicende ultradecennali della collina di Tremonti: la “piazza della vergogna”. È da lì che ieri sera è ripartita la mobilitazione popolare. A dare la scossa a una città dormiente il Comitato “RisaniAmo Casa Nostra”, i cui rappresentanti hanno incontrato nel pomeriggio l’assessore all’Ambiente Daniele Ialacqua. È incredibile come in un territorio possano esserci zone completamente dimenticate. E non sono certo sulla superficie lunare, accanto alle palazzine divorate dai roghi e dal degrado, vi sono edifici dove risiedono migliaia di altre persone, costrette a passare ogni giorno da quella piazza, da quelle “strade della vergogna”. Sette palazzine che avrebbero dovuto essere demolite già alla fine degli anni Novanta, che sono state fatte sgomberare perché in condizioni strutturali non idonee all’abitabilità, diventate nel tempo un set da film horror, come testimoniano le immagini scattate ieri dal nostro fotografo. In questi anni le “case fantasma” si sono trasformate in ricoveri per sbandati, tossici, extracomunitari e nomadi di passaggio. Uno dei sette immobili è stato dato alle fiamme e l’incendio ha minacciato di propagarsi alle altre palazzine.

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