Martedì, 18 Dicembre 2018
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MESSINA

Sull’asfalto c’era
una macchia d’olio

emanuela algeri, Messina, Archivio

 Una maledetta macchia d’olio avrebbe causato l’irrimediabile sbandamento dell’utilitaria su cui viaggiava la 23enne Emanuela Algeri. La giovane studentessa messinese che donò i suoi organi il 3 agosto di due anni fa, andò a sbattere frontalmente contro il guard-rail del viadotto Trapani lungo l’A20. Era a bordo di una Fiat 500 (nuovo modello) e rientrava da Saponara, quando all’uscita della galleria del Telegrafo a poche centinaia di metri dallo svincolo d’uscita del Boccetta si schiantò. Oggi, a due anni di distanza dalla terribile tragedia che ha lasciato nello sconforto i genitori e il fratello di Emanuela, emergono nuovi dettagli sulla dinamica del sinistro. C’è da dire, intanto, che vi è una causa in corso fra il Consorzio autostrade siciliane e la famiglia Algeri, a seguito dell’esposto di quest’ultima sulla base di una segnalazione che raccolse la Polstrada prima dell’incidente. Un suv di importanti dimensioni, una Bmw X5, transitò lungo lo stesso tratto e proprio in quel punto sbandò pericolosamente rischiando l’impatto, a quanto pare proprio a causa della medesima macchia d’olio che si rivelò fatale invece per la ragazza.

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