Mercoledì, 19 Settembre 2018
CONSIGLIO AVVELENATO

L'ufficio Presidenza
apre già la crisi?

E dire che il sindaco Accorinti, ieri, all’insediamento aveva esordito con un invito ad andare avanti tutti uniti per il bene della città. Il clima sereno e gioviale della mattinata già nel pomeriggio sembrava un lontano ricordo tra i banchi del civico consesso. Tanti volti nuovi, tante donne come mai si erano viste, ma le schermaglie sono tardate arrivare. Addirittura c’è già chi parla si insanabile rottura all’interno dell’area di maggioranza   ( Centrosinistra+ UDC ) che a bocce ferme all’appuntamento di ieri si presentava con una schiacciante forza di ben 29 consiglieri su 40. Se nessuna sorpresa c’è stata quando è toccato eleggere il presidente, poltrona sulla quale  è andata a sedersi Emilia Barrile, la più votata nella tornata del 9 e 10 giugno, così non è stato quando si è dovuto votare per eleggere i due vice. Al termine dello spoglio delle schede sulle quali i 40 consiglieri hanno espresso una doppia preferenza, si è scoperta tutta un’altra realtà. A farne le spese Libero Gioveni, neo consigliere dell’Udc, rimasto al palo per una sola preferenza, battuto da un esponente del centrodestra, Nicola Crisafi, Pdl. Franchi tiratori, accordi segreti oppure… ripicca. Intanto Gioveni non ha perso tempo e già a caldo ha fornito una lettura sull’esito di questa votazione che ha lasciato fuori un rappresentante del partito dell’on. Ardizzone e del ministro D’Alia. Hanno premeditatamente voluto far fuori l'Udc  che è stato il partito più votato alle ultime amministrative.  Di fatto, col gesto di ieri, ha aggiunto Gioveni, i Democratici riformisti e alcuni del Partito Democratico, hanno tradito una buona parte degli elettori che avevano creduto nel progetto di questo centrosinistra.

Che manovre politiche fuori dall’ordinario sarebbero state possibili, in effetti lo si era intuito quanto in mattinata alla  cerimonia di insediamento si son visti alcuni leader aggirarsi tra i banchi dell’affollata aula del consiglio comunale.

Adesso bisognerà vedere se l’estromissione di un esponente dell'UDC  avrà ulteriori ripercussioni sulla tenuta della coalizione o se è stato il primo vero passo verso una rottura che il diretto interessato sostiene sia già avvenuta.  

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