Mercoledì, 19 Settembre 2018
CORTE DEI CONTI

Assunzioni clientelari,
17 deputati regionali
restituiranno 12 mln

corte dei conti, Messina, Archivio

La vicenda delle assunzioni al “118” che ha portato alla condanna di 17 politici chiamati a restituire la somma complessiva di 12 milioni sarà discussa l’11 luglio in sede di revocatoria davanti alla Corte dei conti. I giudici contabili dovranno esaminare il ricorso presentato dagli interessati secondo i quali non vi sarebbe stato danno per la Regione, invitando così la Corte dei conti a rivedere la propria decisione sulla base di nuova documentazione e soprattutto di più dettagliati conteggi. Fino a quella data, dunque, nessuno dei deputati in questione restituirà nulla, anche se a ciascuno nei giorni scorsi è stata notificata la sentenza di condanna della Corte, con l’invito a provvedere alla restituzione della somma addebitata singolarmente anche perché la richiesta di sospensiva presentata da tutti è già stata rigettata. Si tratta di 12 milioni che dovranno restituire, quanto a 729mila euro gli ex componenti della giunta e della commissione competente: Totò Cuffaro, Antonio D’Aquino, Francesco Scoma, Francesco Cascio, Mario Parlavecchio, Giovanni Pistorio, Santi Formica, Nino Dina, Giuseppe Basile, David Costa, Giuseppe Arcidiacono, Giancarlo Confalone, Angelo Moschetto. La somma si riduce a a 598 mila euro per Fabio Granata, Carmelo Lo Monte, Michele Cimino, Innocemzo Leontini. In pratica tutta la giunta Cuffaro e i componenti della Commissione sanità che nel 2005 con il voto decisero l’assunzione di 512 nuovi autisti soccorritori. Assunzioni che secondo i giudici contabili non rispondevano a esigenze di servizio ma a logiche clientelari. Gli interessati oppongono invece che non ci fu danno perché il tutto si ridurrebbe a un centinaio di lavoratori assunti per i quali però è stata prevista una riduzione delle ore (che sarebbero passate da 36 a 30), così di fatto annullando e comunque ridimensionando il presunto danno che non ammonterebbe più a 12 milioni. La differenza delle somme addebitate è dovuta al fatto che i primi avrebbero partecipato a due riunioni giunta in cui si decise l’assunzione; gli altri soltanto a una.

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