Lunedì, 10 Dicembre 2018
LO SPRINT

I candidati sindaco di Messina a confronto

Uno accanto all'altro, per l'ultima volta, prima di lasciare spazio alla decisione dei cittadini. I sei candidati sindaco di Messina hanno partecipato allo “speciale amministrative” di “Oltre il tg”, in onda su Rtp (canale 17 Digitale terrestre, replica stasera alle ore 20:30) e trasmesso dall'auditorium della Gazzetta del Sud

Saro Pasciuto accoglie il numeroso pubblico e gli aspiranti alla poltrona di primo cittadino della città: Renato Accorinti, Felice Calabrò, Enzo Garofalo, Maria Saija, Gianfranco Scoglio e Alessandro Tinaglia. Al suo fianco Gisella Cicciò, Domenico Bertè e Maurizio Licordari. A porre le domande anche il direttore editoriale della Gazzetta del Sud, Lino Morgante, il direttore responsabile Alessandro Notarstefano, il direttore di Rtp, Lucio D'Amico e i giornalisti Mauro Cucè e Sebastiano Caspanello. Inflessibile il cronometro a dettare i tempi delle risposte. (E. Rigano)

DISSESTO:

Tinaglia: "Noi abbiamo proposto una soluzione alternativa da tempo. Pensiamo di intervenire su due questioni fondamentali, eliminando sprechi di vario genere, come le bollette dell'energia elettrica del Comune di Messina, risparmiando attraverso l'utilizzo energie alternative. La nostra ricetta non passa solo dal piano di riequilibrio, ma anche da idee come il traghettamento pubblico". Calabrò: "Inizialmente bisognerà verificare a quanto ammonta realmente il debito. Va fatto immediatamente. Serve anche una riorganizzazione degli uffici che porterà ad una razionalizzazione delle spesa. E poi nuove entrate, come su tarsu e passi carrabili". Accorinti: "500 milioni di deficit? Mi piacerebbe sapere chi li ha provocati. Deve pagare chi ha procurato tutto ciò. Per rientrare si può partire dalla limitazione dei fitti, ma ancora dall'energia elettrica e sul trasporto pubblico". Garofalo: "Nei primi 90 giorni il nuovo sindaco dovrà fare una ricognizione per proporre un riequilibrio delle casse del Comune, per valutare spese correnti, servizi e rapporto con la struttura amministrativa. Necessario anche intervenire sui costi". Scoglio: "Rivendico di essere il candidato che ha bloccato il dissesto, interpellando il commissario, perché il ministero avrebbe bocciato il piano approvato in Consiglio. Giusto che chi ha sbagliato paghi. Ma occore vedere la reale situazione. La mia squadra punterà alla rimodulazione dei servizi pubblici essenziali, senza l'aumento della pressione fiscale". Saija: "Il nostro messaggio è di rottura, il dissesto c'è anche se la politica 'tradizionale' dice il contrario. Ma non bisogna dimenticarsi che non c'è ancora un Consuntivo 2012 approvato. Puntiamo ad un riordino strutturale, ma creeremo anche una squadra per attrarre investimenti privati e finanziamenti. Saremo molto attenti trasparenza".

DOMANDE AD HOC

Alessandro Tinaglia su flotta comunale: “E' una delle proposte di valorizzazione del mare, come trasformazione in risorsa. Abbiamo consegnato il nostro schema al governatore Rosario Crocetta”. Maria Saija su turismo e sviluppo: “Vogliamo coinvolgere associazioni ed aprire luoghi tutto l'anno, come la Badiazza. Si può fare cassa con biglietto e i provenenti investiti in città”. Gianfranco Scoglio su programmazione: tira fuori la maglia Sì Ponte e commenta “serve un investimento forte, altrimenti il tessuto sociale non può tornare a crescere”. Felice Calabrò su palagiutizia: “La locatione ideale per me è Casa dello Studente, appurato che è di proprietà del Comune. Vanno verificate le condizioni strutturali”. Renato Accorinti su sistema trasporti: “La priorità è liberare immediatamente la rada San Francesco”. Enzo Garofalo su compatezza centrodestra: “Abbiamo un programma e cinque liste valide a supporto. Noi siamo liberi, con due proposte diverse. Gli elettori giudicheranno”.

PONTE ED INFASTRUTTURE:

Accorinti: “Quella del No è una battaglia che, non dimentichiamolo, ha portato il numero più alto di messinesi in piazza. Questo vuol dire che il motivo era importante. Il No è anticipato da una serie di proposte che continueremo a pretendere una serie di infrastrutture utili a tutelare la continuità territoriale”. Garofalo: “Oggi serve chiarezza. Non contesto l'adesione o no al progetto, contesto l'indifferenza, l'indecisione. Perché ha portato ad abbandono nell'area della Stretto. Il governo, al di là del suo colore, deve dirci cosa vuole fare del nostro territorio. Il sindaco dovrà chiedere investimenti”. Scoglio: “Non ci sono posizioni di mezzo, o si è a favore o contro. Nel corso della campagna elettorale è stata avviata una petizione alla quale hanno aderito diversi sindaci dell'area dello Stretto. E' un'operazione di verità e giustizia. Se il progetto è realizzabile e il governo non lo ritiene prioritario, si aprano i cantieri delle opere propedeutiche. Se invece non è realizzabile si valutino le responsabilità per le risorse investite nell'ambito del corridoio Berlino-Palermo. Per questo ho scritto al ministro D'Alia”. Saija: “La certezza è che i cittadini debbano decidere per il proprio territorio. Ma bisogna valutare quali benefici porterà concretamente, a chi oggi ha problema di occupazione”. Tinaglia: “L'unica posizione da prendere è quella per la città, non c'è contro o a favore. Le opere vanno però contestualizzate, immaginando uno sviluppo che indipendentemente dal Ponte possa dare uno sviluppo ed un futuro alla città. Portando risorse”. Calabrò: “Se io fossi il futuro sindaco, a quest'opera neanche ci penserei. Ma bisogna uscire dall'equivoco. Quest'opera non è fattibile, è antieconomica. Dedichiamoci allo sviluppo della città. Garantendo le infrastrutture che dovevano essere realizzate nell'ambio del Ponte. Non dimentichiamo che abbiamo perso tante occasioni, come sui 300 milioni offerti ad Eurolink per non presentare richiesta di penali in cambio della possibilità di realizzare interventi a Messina”.

SECONDO GIRO DOMANDE AD HOC

Garofalo su trasporti: “Da sindaco continuerei ad operare come ho fatto fino ad oggi da parlamentare. Bisogna rifinanziare il servizio Metromare, ma aumentare gli strumenti per garantire la continuità territoriale”. Scoglio su fuga di cervelli: “C'è una crisi europea che colpisce ragazzi e cinquantenni, che ha strozzato la classe media cittadina. L'unica soluzione, per me, lo ribadisco, è la realizzazione di una grande opera come il Ponte che garantirebbe 20 mila posti di lavoro e un'attenzione particolare di aziende internazionali”. Saija su voto di protesta: “In tanti hanno utilizzato il termine Movimento. Noi abbiamo delle garanzie particolari, che valutano il lavoro dall'interno oltre che dall'esterno. E questo permette di non uscire fuori dagli obiettivi prefissati”. Tinaglia su Fiera e Sanderson: “Nel Me-lab abbiamo previsto alcune soluzioni che prevedono degli investimenti dell'Autorità portuale. Su Sanderson credevamo che l'ente Fiera dovesse trasferirsi lì, sviluppando manifestazioni organizzate durante l'anno e contemporaneamente sviluppasse delle attività agricole autostostenendosi”. Calabrò su smart city: “Abbiamo testato le linee internet in questa fase e la richiesta tecnologica è stata impressionante, soprattutto dai turisti. Questo potrebbe aprire degli spazi per un grande volano di sviluppo”. Accorinti su presunta collocazione a sinistra della sua candidatura: “Ho messo 40 anni della mia vita a servizio della città. C'è di tutto, soggetti di varia estrazione. Compagni o amici, chiamiateli come volete, ma è gente che ha dignità e si batte ogni giorno. E' uno schieramento trasversale, fatta di persone che hanno simpatia per la mia proposta politica”.

SERVIZI SOCIALI

Scoglio: “Il mio programma punta al sistema voucher e accreditamento. La proroga sarà necesarria per sviluppare un nuovo sistema. Crediamo di costituire con l'Asp un società mista per gestire Casa Serena e l'Istituto Marino”. Saija: “Stiamo già lavorando con alcune associazioni. Abbiamo individuato il perché non viene fatta programmazione e utilizzate le risorse. Bisogna creare un'istituzione di monitoraggio ed azzerare l'assistenzialismo. Serve fare rete ed unire. Non demonizziamo la cooperativa, demonizziamo questo tipo di cooperativa”. Tinaglia: “Il sistema voucher lo abbiamo proposto tanto tempo fa, ma diverrebbe inutile se i bandi non fossero adeguati. L'idea è dare potere all'utente e portare all'interno delle cooperative solo chi ha competenze specifiche, offrendo garanzie all'operatore qualificato che viene oggi superato dagli amministrativi”. Calabrò: “Il Sistema va totalmente rivisto, partendo da un'analisi seria del bisogno. Il vero problema è non avere dei soggetti che controllano coloro che prestano i servizi. Se ogni due mesi cambiamo il dirigente o gli attribuiamo altre deleghe, non gli diamo la possibilità di dedicarsi interamente ad un settore così delicato”. Accorinti: “Ci sono delle responsabilità politiche per soldi che dovevano essere impiegati e sono tornati indietro. Non sono un giustizialista ma è giusto sapere come sono andate le cose. Le cooperative hanno fatto un gran danno culturale oltre che alla sofferenza delle persone. Erano degli amici degli amici, dei parenti, di consiglieri comunali e di quartiere. Quei pochi fondi che sono arrivati sono andati ai consigli d'amministrazione”. Garofalo: “Il voucher non è un'invenzione, perché è un sistema utilizzato in tante amministrazioni comunali. Il Comune deve vigilare attraverso mezzi moderni, in modo continuo e bidirezionale per monitorare ciò che viene fatto. I servizi sociali testimoniano un necessario grado di civiltà, quindi devono essere garantiti e mantenuti per almeno tre anni. Devono essere valorizzati gli operatori bravi”.

ATM, MOBILITA' URBANA, PEDONALIZZAZIONE

Tinaglia: “Abbiamo presentato un piano industriale alternativo a quello proposto dal commissario Spicuzza. Pensiamo di compensare con i proventi della società pubblica di traghettamento, un servizio gratuito per i messinesi. Questo porterebbe ad una nuova cultura della mobilità e favorirebbe la pedonalizzazione. Puntiamo ad integrare il numero dei mezzi per potere accrescere i chilometri percorsi e aumentare il rimborso regionale”. Calabrò: “Serve un'immediata trasformazione in Spa e la divisione dell'azienda in quattro settori: trasporti, pubblicità, officine, parcheggi. Sulla pedonalizzazione sono favorevole ma bisogna studiarne i termini”. Accorinti: “Noi siamo per un'azienda pubblica. Sono d'accordo con Felice sull'officina, servono investimenti per consentire al pubblico di potere concorrere con il privato, per fare cassa. Sui trasporti dobbiamo anche riattivare la metroferrovia, liberando la zona sud dalla schiavitù delle macchina”. Garofalo: “Bisogna partire dalla coda, stabilendo quali sono i servizi che servono davvero. L'azienda deve coprire tutti i collegamenti. Mi piace l'idea di pedonalizzazione, ma non di un solo centro”. Scoglio: “Immagino una società mista con Trenitalia, per creare un sistema tra bus, tranvia e ferrovia. La rivalorizzazione del centro parte dalla ristrutturazione di piazza Cairoli”. Saija: “Abbiamo previsto un itinerario chiamato red-line di pedonalizzazione, privo di barriere architettoniche e sorvegliato. Permette ai commercianti di accedere al suolo pubblico a prezzi accettabili. L'Atm deve rimanere pubblica, rimodulando il personale, magari spostando i dipendenti in esubero all'Amam che è sotto dimensionata”.

L'APPELLO FINALE

Tinaglia: “Bisogna scegliere Reset perché lavora da due anni su un progetto. Siamo gli unici che non hanno rapporti con partiti, non abbiamo costruito un programma elettorale ma per la città. Due anni fa ci dicevano che non saremmo mai arrivati a questo punto, oggi siamo qui. Ora tocca ai messinesi”. Garofalo: “Ribadisco quanto ho detto in queste settimane girando la città. Ho deciso di candidarmi perché sono cresciuto in una città bellissima e come è adesso non mi piace. Io ho scelto Messina nonostante il ruolo di deputato”. Accorinti: “Cambiamo dal basso, questo è quello che voglio fare. Migliaia di persone mi hanno chiesto di entrare dal vivo della politica. Il senso della democrazia è la partecipazione, chiedo alla gente di passare da sudditi a rappresentanti”. Scoglio: “Quello che ho fatto è la testimonianza di ciò che potrò fare, dico ai messinesi di aiutarmi a liberarsi. Io non guarderò in faccia a nessuno”. Saija: “Tanti ci chiedono di potere rimanere in questa città, ma vogliono una Messina normale e vivibile. Così come deve essere per i turisti”. Calabrò: “Dopo anni di politica attiva che rivendico, ho deciso di fare un ulteriore passo. Dobbiamo garantire ai nostri figli la possibilità di una scelta. La cosa più bella di questi giorni è stato il sostegno di tanta gente”.

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