Giovedì, 01 Ottobre 2020
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UNIVERSITA' MESSINA

Si accende la corsa
all'ermellino

elezioni rettore, Messina, Archivio

Sarà il secondo turno a svelare il nome del nuovo Rettore di Messina ma l’Università ieri ha perso una grande occasione di recupero di credibilità con la vicenda dei 94 voti segnati. Una nuova ombra che si addensa sull’Ateneo proprio nel momento in cui maggiore è la richiesta di legalità e trasparenza che proviene da più parti. Il turno di giovedì ha espresso un dato incontrovertibile con la netta affermazione del professor  Pietro Navarra che, pur non raggiungendo il quorum di 827 voti, ha ottenuto un risultato importante con 687 preferenze, 202 in più del professor Giacomo Dugo. Tutto lascia presupporre che la corsa all’ermellino potrebbe decidersi lunedì prossimo quando sarà sufficiente la maggioranza dei votanti. Il distacco fra i due contendenti è notevole anche se in queste ore si sta lavorando per trovare accordi con gli altri candidati. Intanto il professor Romano Tassone ha deciso di fare un passo indietro ed uscire dalla competizione mentre restano in lizza il professor Cupaiolo che ha ottenuto un buon successo personale con 224 voti e la professoressa Adriana Ferlazzo che di voti ne ha ottenuti 80.  Ma a tenere banco in queste ore è proprio la vicenda dei 94 voti segnati scoperti durante le operazioni di spoglio. Gli studenti hanno segnato con una semplice sbarra la preferenza al professor Dugo anziché con la croce, rendendo identificabile il voto. Un fatto grave stigmatizzato con un documento dai professori Navarra, Cupaiolo e Ferlazzo.  “E’ un fatto disdicevole –ha commentato il prof. Navarra- certe cose non dovrebbero accadere all’interno della comunità accademica che invece dovrebbe dare l’esempio alle giovani generazioni” E sulla vicenda oggi è intervenuto Renato Accorinti, uno dei candidati a sindaco: “L’Università deve immediatamente cogliere l’occasione per assumere su di sé un ruolo di faro nel cambio culturale della città, primo passo indispensabile per creare le premesse per un cambio anche sociale ed economico”. Accorinti ha chiesto che le 94 schede vengano annullate immediatamente.  

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