Martedì, 25 Settembre 2018
ABUSIVISMO

Blitz dell’Annona
sul viale S. Martino

di
abusivismo, Messina, Archivio

 Una lunga distesa di bancarelle, che impegna oltre la metà del marciapiedi, fra lo spazio occupato dalla mercanzia e quello necessario ai potenziali clienti per dare una sbirciatina e, magari, contrattare l’acquisto. Da qualche mese il viale S. Martino è diventato sede prediletta per un vero e proprio mercato abusivo: ogni giorno, nel tardo pomeriggio, all’ora delle passeggiate, furtivamente i venditori cominciano a comparire e ad allestire i banchetti. Un cavalletto, una tavolaccia e via, la merce è esposta. Ce n’è per tutti i gusti: bigiotteria da un euro, custodie per cellulari vendute a chilogrammo, giocattoli di chiara provenienza extracomunitaria (e dunque di sicurezza più che dubbia), per arrivare persino agli accessori griffati, ovviamente contraffatti. Tutti stranieri i venditori, spesso senza permesso di soggiorno, prevalentemente di nazionalità senegalese, ai quali si è di recente affiancata una new entry: un piccolo e agguerrito gruppo proveniente dal Bangladesh, specializzato nei bijoux con pietre dure venduti anche in numerosi negozi gestiti dagli stranieri. Materiali spesso di poco valore, ma dall’apparenza gradevole e di bassissimo costo: gli ingredienti perfetti per riscuotere un grande successo. Tutto, chiaramente, a discapito di chi gestisce con enormi sacrifici un’attività commerciale, sopportando vere e proprie emorragie di denaro dovute a balzelli di varia natura, mentre la clientela scarseggia un po’ per le diffuse difficoltà, un po’ per le sin troppo facili alternative. Ed è un’atroce beffa vedere proprio davanti alle vetrine i banchetti volanti rubare potenziali clienti al di fuori di ogni parvenza di legalità: venditori clandestini, senza autorizzazione al commercio ambulante, in un’area dove tale commercio è vietato e per di più con oggetti fuorilegge! Un’ordinanza sindacale, la 1 del 1992, vieta il commercio ambulante in una vasta area del centro compresa fra le vie S. Cosimo e Catania, i viali Europa, Italia, P. Umberto, R. Margherita, R. Elena, le vie Istria e Bellinzona, il viale della Libertà, le vie Vittorio Emanuele, Luigi Rizzo, Campo delle Vettovaglie e La Farina. Nella pratica, però, l’osservanza di tale provvedimento non sempre è garantita, anzi tutt’altro: la pervicacia degli ambulanti – spinti chiaramente da uno stato di bisogno che non può lasciare umanamente indifferenti – unita alla sporadicità dei controlli (causata dalla limitata disponibilità di personale, è vero) produce una miscela esplosiva, della quale fa le   spese un’intera comunità, ostaggio dell’illegalità nel suo cuore commerciale, e non solo. Risale allo scorso sabato l’ultimo controllo eseguito dalla polizia annonaria su indicazione del comandante del Corpo Calogero Ferlisi: la squadra guidata dal commissario Pietro Villarà ha eseguito 15 sequestri di merce, senza però riuscire a identificare nessuno. Gli stranieri, alla vista delle divise, si sono dileguati abbandonando banchi e chincaglieria, mentre altri ambulanti, più “fortunati” sono riusciti a scappare portandosi via anche la mercanzia. Una goccia nel mare, un’Idra di Lerna: tante teste tagli, tante ne ricrescono. E ieri pomeriggio era di nuovo tutto uguale. Ma aspettarsi controlli più frequenti è pura utopia: la squadra è composta da sole sei unità impegnate in servizi su strada. Ad esse si aggiungono il comandante di sezione, il suo vice e altri tre vigili che non possono svolgere mansioni esterne per patologia. Non solo, anche dal punto di vista operativo le difficoltà sono enormi: ore passate a catalogare e impacchettare minutaglia, per non parlare dello spostamento delle merci più pesanti oggetto di eventuale sequestro (ad esempio camion di frutta e verdura), che deve sempre essere svolto dai vigili, oppure delle reazioni spesso pesanti dei destinatari dei provvedimenti (una vigilessa, l’unica donna rimasta in servizio, è stata strattonata violentemente da un ambulante, riportando una prognosi di dieci giorni). Da sottolineare anche i timori legati alla pubblica incolumità, quando, come spesso accade, gli stranieri si danno precipitosamente alla fuga potendo travolgere chiunque si trovi sul loro cammino. Secondo il report di recente consegnato al comandante Ferlisi, nel quale peraltro si auspica un supporto interforze, ad esempio con la Guardia di Finanza (ma potrebbero essere d’ausilio anche i carabinieri) la Squadra Annona dall’agosto 2012 ha all’attivo: 55 sequestri di merce, 220 verbali per violazioni delle norme sul commercio in sede fissa o ambulante, 547 accertamenti annonari a seguito di esposti di vari Dipartimenti comunali, e poi tutta l’attività burocratica che talvolta non fa notizia, ma che impegna intere giornate: 680 notifiche, 7 esecuzioni di ordinanze, 6 deleghe di polizia giudiziaria (fra le quali quella relativa all’indagine su 14 case di riposo con la denuncia dei relativi titolari), e poi 10 denunce per inquinamento acustico (numerosi i servizi notturni eseguiti di concerto con l’Arpa, oggetto, solitamente, i lidi che purtroppo si apprestano ad esserlo di nuovo) e 50 contestazioni per l’occupazione del suolo. A questo si aggiungono i servizi che nulla hanno a che fare con l’Annona, come la vigilanza, il presidio del consiglio comunale, la viabilità (ieri ad esempio due unità erano impegnate nell’esercitazione di protezione civile) e le attività d’ufficio la cui celerità, in alcuni casi, è indispensabile per garantire un regolare avvio dell’attività d’impresa. Intanto, gli abusivi spadroneggiano non solo sul viale S. Martino, ma anche ad esempio nei mercati rionali, siti in cui, invece, la regola dovrebbe essere l’identificazione dei presenti e l’apertura solo a chi è munito di licenza. Ma basta fare un giro a Giostra, nell’area Mandalari, dove ogni martedì e venerdì si è tornati ad avere un mercato regolare “dentro” e un mercato abusivo “fuori” sul controviale lato sud. Lontani, dunque i tempi in cui la squadra addirittura riusciva ad ottenere dagli ambulanti senza assegnazione – che riuscivano ad accaparrarsi a sorteggio gli spazi rimasti libero all’interno – persino il pagamento del canone Cosap giornaliero! In passato la sezione era composta da 22 elementi, oggi l’enorme riduzione numerica da un lato spiega le carenze nei controlli, dall’altro, però, non può essere acriticamente accettata da una comunità che ha diritto ad una convivenza ordinata secondo regole universalmentente valide, specie in un momento in cui lo stato di necessità rende la vita difficile a tutti.

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