Mercoledì, 16 Gennaio 2019
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AMMINISTRATIVE

Ramires si mette in
gioco con le primarie

di
primarie pd, ramires, Messina, Archivio
giuseppe ramires

La cultura e il sapere a servizio della città. Questi i presupposti della candidatura a sindaco di Giuseppe Ramires, sposata da Sinistra Ecologia e Libertà e presentata ieri nella saletta conferenza del palAntonello. Ramires è un personaggio eclettico: storico direttore del settimanale “L’Isola”, ha collaborato con progetti universitari, redatto pubblicazioni e partecipato a seminari filologici nazionali ed internazionali, scritto poesie. Insegna italiano e latino all’istituto “Ainis” ma la passione per la politica e per Messina lo hanno portato ancora una volta a mettersi in gioco. Partendo dalle Primarie del centrosinistra, competizione di “area” che apprezza moltissimo: «È una bella gara, dove non c’è un più bravo ma solo idee e metodi differenti, anche se qualcuno in questi giorni ha sostenuto il contrario. È finito il tempo delle decisioni calate dall’alto, la gente vuole partecipare, le regole vanno accettate». Il riferimento, nemmeno troppo velato, è alla scelta del governatore Rosario Crocetta di candidare “autonomamente” la professoressa Giusy Furnari. Ramires è convinto che il 14 aprile si voterà e il centrosinistra avrà il proprio candidato sindaco “ufficiale”. Poi si penserà alla corsa a Palazzo Zanca, «a meno che non dovesse arrivare un altro commissario o non si continui con quello attuale», ha proseguito parlando di Luigi Croce: «Non mi pare abbia dato grande esempio di virtù, è troppo facile operare a colpi di forbice». L’affondo prosegue nei confronti del centrodestra, di quella politica che ha spinto la città verso «una forma profonda di crisi che oggi sembra irrecuperabile ». Ramires elenca priorità ed azioni da attuare qualora occupasse la poltrona di primo cittadino: «Per prima cosa dimezzerei del cinquanta per cento le indennità di sindaco, assessori e consiglieri, bisogna dare l’esempio». Altro punto è il recupero dell’affaccio a mare: «Molti tratti del nostro waterfront non sono accessibili, in altri, come la zona Falcata, regna il degrado». Nella “Falce” Ramires immagina il futuro di Messina: «Qualcuno medita una bella colata di cemento, io ci vedo altro. Mi piacerebbe che venisse costruito il più grande acquario del mondo e magari un museo del terremoto del 1908, sullo stile di quello visitatissimo di San Francisco». Ancora tanto spazio alla cultura che «non può più essere basata sul sistema dell’elemosina». Il Teatro Vittorio Emanuele? «È stato rovinato dalla cattiva politica, così come l’Atm», di cui è stato in passato componente del Cda: «Vanno ricercati i veri colpevoli». Il futuro sindaco dovrà avere due doti, rigore ed onestà intellettuale: «Personalmente nessuno può rimproverarmi niente, ho commesso degli errori ma sempre senza secondi fini, per questo posso camminare a testa alta». Il suo profilo è stato tracciato da chi lo conosce bene. L’ex preside dell’Ainis, Lia Stancanelli: «Sostengo Giuseppe nelle vesti di amica, serve qualcuno che ami molto Messina». “Squilla” anche la bella voce della giovane Ivana Arlotta, studentessa dell’Ainis: «Lei prof per noi rappresenta una guida, siamo sicuri che potrà essere un’ottima guida anche per Messina».

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