Martedì, 22 Gennaio 2019
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OP. SAVANA

Spaccio e furti
17 indagati

operazione savana, Messina, Archivio
tribunale messina
Per 17 indagati è giunto l’avviso di chiusura delle indagini. Il provvedimento, firmati dai sostituti della Dda Giuseppe Verzera e Maria Pellegrino, è scattato nell’ambito dell’operazione Savana che a gennaio aveva consentito ai Carabinieri di disarticolare due organizzazioni, legate al clan di Mangialupi, che si dedicavano ai furti in appartamento, soprattutto di mobili antichi, ed allo spaccio di droga. Nel calderone degli indagati ci sono anche alcuni antiquari messinesi. L’operazione, dopo mesi di indagini, ha portato all’arresto, il 17 gennaio scorso, di 11 persone. Inquietante soprattutto la tranche relativa ai furti in abitazione. Tra aprile e dicembre 2008 i Carabinieri ne hanno accertati 34 fra tentati e consumati.  I malviventi prendevano di mira appartamenti signorili e ville spostandosi anche in provincia di Messina e nel catanese. La banda era organizzata in maniera professionale. I ladri eseguivano dei sopralluoghi preliminari per prelevare campioni di mobilio antico che poi mostravano ad esperti del settore. Solo in base alle indicazioni ottenute ritornavano alla carica per rubare i mobili più pregiati che potevano essere rivenduti con maggior facilità. I malviventi si accertavano che negli appartamenti non ci fosse nessuno. Apponevano dei depliant nelle porte d’ingresso e se il giorno seguente il volantino era ancora al suo posto erano certi che in casa non avrebbero trovato nessuno e potevano lavorare indisturbati. L’avviso di chiusura delle indagini ha raggiunto il presunto ricettatore,  Antonino Annetti, Gennarino Briganti,Natale Cardile,  Alessandro Cutè, Giovanni Cutroneo e Salvatore Noschese tutti arrestati  nell’operazione di gennaio.  Nel corso delle indagini è emersa anche una rete di pusher che gestiva lo spaccio di droga a livello familiare. La base operativa era sempre il quartiere di Mangialupi ma il gruppo acquistava cocaina,  eroina,  hashish e marijuana a Palermo, Catania e Reggio Calabria. Indagati, con l’accusa di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti Antonino Cutè figlio di Alessandro, Alessio Coppolino, Santino Gugliotti, Giuseppe e Concetta Lo Cascio.

 

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