Giovedì, 13 Dicembre 2018
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MESSINA

Cimiteri e scerbature
nel mirino della Procura

di
procura, scerbatura, Messina, Archivio
scerbatura

Gli appalti che riguardano la scerbatura in città e la gestione dei cimiteri finiscono nel mirino della Procura della Repubblica. Gli agenti della polizia giudiziaria nei giorni scorsi hanno fatto visita a Palazzo Zanca per sequestrare atti riguardanti il settore, chiedendo spiegazioni direttamente al commissario straordinario Luigi Croce. Un’attività, quella della magistratura, che ha avuto avvio dopo una serie di denunce presentate sul servizio. Al vaglio della Procura passeranno gli appalti che riguardano la scerbatura delle aree pubbliche in città e la manutenzione del verde in alcuni cimiteri comunali. Settori in cui molte gare sono state assegnate al Consorzio sociale siciliano, che nato tre anni fa si è aggiudicato quattro appalti per un totale di 510 mila euro. La cooperativa è stata, infatti, costituita il 23 aprile 2010 e iscritta al registro delle imprese il 3 maggio. Poco più di due mesi dopo, a fine il 28 luglio, il Consorzio sociale siciliano si aggiudica la prima gara per 190 mila euro, offrendo un ribasso del 57,662 per cento. Si tratta del “servizio a contratto aperto di rimozione del terriccio e scerbatura delle erbe infestanti che deturpano la viabilità, le aree pubbliche e spazi a verde comunali insistenti nelle circoscrizioni del Comune”. L’affidamento definitivo avviene a metà ottobre 2010. Passano pochi mesi e il 16 marzo 2011 viene aggiudicato al Consorzio un nuovo appalto, stavolta per 121 mila 842 euro, con ribasso del 37 per cento. Si tratta del “servizio di potatura delle alberatura ricadenti nelle vie del centro cittadino”. Il 7 novembre 2011 arriva l’affidamento diretto del servizio di manutenzione del verde in 12 cimiteri suburbani comunali. Un appalto da 157 mila 850 euro in cui non è nemmeno necessario passare prima da una gara. A fine dicembre 2011 il Comune approva il piano di azione per il servizio di prevenzione e controllo dall’ormai famoso “P u nteruolo rosso”, il parassita che sta devastando le palme di tutta la città. In quel caso si stabilisce, essendo appalti di importo inferiore alla soglia di riferimento di applicazione della normativa comunitaria, i lavori possono essere affidati con trattativa privata attraverso gara informale. Vengono invitate undici ditte, alla gara del 9 febbraio 2012 si presentano in quattro e a vincere è il Consorzio sociale siciliano, che offre un ribasso del 38,50 per cento e si aggiudica il servizio della “l o tta” al Punteruolo rosso per poco più di 42 mila euro. Quattro grossi appalti in due anni. E su uno di questi, nei mesi scorsi erano stati puntati i riflettori di alcuni consiglieri comunali. Con precisione l’a ttenzione era stata posta sulla manutenzione del verde in dodici cimiteri suburbani: Salice, Gesso, Faro Superiore, Giampilieri, Pezzolo, S. Margherita, S. Stefano Briga, S. Filippo, Cumia, S. Paolo Briga, Mili San Marco, Massa Santa Lucia. I quattro consiglieri (Carmelo Conti, Gaetano Caliò, Nino Carreri e Nino Restuccia) avevano ricostruito la vicenda che ha origine nel 23 maggio del 2011 quando Palazzo Zanca decide di affidare direttamente alla Cooperativa sociale Speranza 2010 la manutenzione del verde (due scerbature complete) in nove cimiteri comunali suburbani secondo l’o f f e rta presentata il 13 maggio per un importo complessivo di 17 mila euro. Ancora qualche mese e il 26 ottobre del 2011 con determina dirigenziale un nuovo affidamento diretto per sei mesi alla stessa cooperativa per la manutenzione del verde (ancora due scerbature complete e l’abbattimento di 4 alberi con cestello) in dodici cimiteri per un importo di 23 mila euro. Meno di due settimane, però, – e mentre la Coop opera – sempre con determina dirigenziale il 7 novembre del 2011 ricompare il Consorzio Sociale Siciliano a cui va la manutenzione del verde in 12 cimiteri comunali e per dodici mesi per un importo di 157 mila euro. Il servizio viene affidato dal dirigente di allora, Attilio Camaioni, ma senza il contratto di appalto. La chicca è del 14 marzo del 2012, ovvero sei mesi dopo, quando il Consorzio Sociale Siciliano viene autorizzato a subappaltare il servizio di tre scerbature complete nei dodici cimiteri rurali alla Cooperativa Sociale Speranza fino alla concorrenza di 23 mila euro. Ma il subappalto non è previsto dalla convenzione. Tutti passaggi che non avevano convinto i quattro consiglieri comunali. Che a fine gennaio hanno presentato una interrogazione nella quale hanno ricostruito i passaggi della vicenda, ponendo una serie di quesiti a partire dalla premessa che l’articolo 9 della legge 381 del 1991 prevede che si proceda alla stipula di contratto quando il periodo previsto per la fornitura dei beni e servizi sia pari o superiore ai dodici mesi. A questo si aggiungono anche altri quesiti. A cui però, ancora oggi, i dirigenti di Palazzo Zanca non hanno dato risposte.

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