Giovedì, 17 Ottobre 2019
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1 OTTOBRE 2009

Alluvione, si sblocca
finalmente l’ordinanza

alluvione, giampilieri, Messina, Archivio

La firma c’è. È quella del presidente della Regione Rosario Crocetta su un atto fondamentale per far ripartire la macchina della ricostruzione a Giampilieri e nei territori colpiti dall’alluvione del 1. ottobre 2009: la nuova ordinanza di protezione civile. La rassicurazione l’ha data lo stesso Crocetta al deputato regionale del Pd, originario proprio di Giampilieri, Filippo Panarello, a margine dei lavori d’aula dell’Ars e in serata è arrivata anche la conferma del neo dirigente della Protezione civile, Calogero Foti: «Nel giro di due giorni saremo pienamente operativi», ha assicurato. Di fatto con la firma di Crocetta, il vertice regionale della Protezione civile può sbloccare tutte quelle procedure “arenatesi” sia per la conclusione dello status emergenziale, nell’ottobre scorso, sia per il passaggio di consegne – la solita burocrazia – tra il dirigente regionale che ha gestito la struttura commissariale in questi anni, Pietro Lo Monaco, e colui che lo ha sostituito nell’ambito del maxi-rimpasto voluto da Crocetta, appunto Foti. Giunge così finalmente a conclusione una lunga attesa, iniziata il 1. novembre scorso, quando è ufficialmente scaduta l’operatività dell’ultima Opcm (Ordinanza della presidenza del Consiglio dei ministri) riguardante l’alluvione di tre anni e mezzo fa. Per la nuova ordinanza si è dovuto attendere il 2 gennaio scorso, quindi altre lungaggini hanno caratterizzato prima la firma del segretario generale della presidenza del Consiglio, poi la trasmissione da parte del Comune di Messina e dell’ufficio del soggetto attuatore di tutti i dati contabili relativi al 2012, quindi, come detto, l’ultima fase, l’ultima firma, quella che Crocetta ha apposto ieri sull’ordinanza e che la rende finalmente esecutiva. Una notizia che è stata appresa con sollievo dal comitato “Salviamo Giampilieri”, che al tempo stesso però lancia un monito: «Adesso non ci sono più alibi, devono fare presto, altrimenti stavolta la rivoluzione la facciamo davvero».  

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