Sabato, 19 Gennaio 2019
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OP. SUPERMARKET

L’estorsione ai
fratelli Capone
5 rinvii a giudizio

op. supermarket, Messina, Archivio

Tutti rinviati a giudizio, con qualche piccolo “aggiustamento”, ma di poco conto, rispetto all’impo - stazione accusatoria, che ha retto pienamente sia sul piano della estrema gravità del fatto sia sulla qualificazione giuridica. Ecco la sentenza di ieri del gup Monica Marino per i cinque imputati dell’operazione antimafia “Su - permarket”, ovvero quando la criminalità organizzata vuole mettere le mani sulla “leva economica”, adoperando dei prestanome. Si tratta dell’inchiesta gestita dal sostituto della Dda peloritana Giuseppe Verzera sull’estorsione al noto gruppo commerciale messinese “Gicap Spa” dei fratelli Nino e Francesco Capone, che comprende alcune grosse catene di supermercati in Sicilia e Calabria (Alis, Qui Conviene, Ard Discount e In Grosso). Èd è un’importante indagine della Squadra Mobile che vedeva coinvolti il 52enne Giovanni Trovato, Mauro Maiorana di 43 anni, insospettabile imprenditore del settore di casalinghi e detersivi, titolare dei negozi “Bolle e sapone”, il 24enne Pietro Trovato, il 38enne Angelo Trischitta e il 50enne Giovanni Giuseppe D’Andrea detto “Mariano”. Ieri su richiesta del sostituto della Dda Maria Pellegrino, che in aula rappresentava l’accusa, il gup Marino li ha rinviati tutti e cinque a giudizio al 6 giugno prossimo davanti ai giudici della prima sezione penale del tribunale. Il gup ha poi adottato alcuni proscioglimenti parziali: per i Trovato e Trischitta da tre casi di intestazione fittizia di beni (capi F, G e H), che erano stati contestati dalla Dda in un periodo successivo al nucleo principale delle indagini, e per D’Andrea dall’aggra - vante di aver agevolato l’associa - zione mafiosa (ovvero l’art. 7 della legge n. 203/91). Gli imputati sono stati assistiti dagli avvocati Tino Celi, Antonello Scordo, Laura Autru Ryolo e Giuseppe Donato. Pesanti le accuse contestate in quanto i cinque dovevano rispondere inizialmente a vario titolo di estorsione aggravata dal metodo mafioso, tentata estorsione e trasferimento fraudolento di società.

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