Venerdì, 21 Settembre 2018
MESSINA

Nel torrente Bisconte
scoppiano le fogne

bisconte, Messina, Archivio
torrente bisconte

Il torrente più ricco di “sottoservizi” e fonte d’inquinamento, nella nostra martoriata città? Negli ultimi giorni il Bisconte-Catarratti. È la fiumara per eccellenza “abbandonata”nell’ambito dei piani di risanamento dei quartieri degradati, il torrente per il quale esiste un progetto esecutivo e cantierabile di risanamento ambientale, stimato 23 milioni e 550.000 euro. È di questi giorni la nuova richiesta ufficiale di finanziamenti firmata dal commissario straordinario Croce e dal dirigente dell’ufficio Risanamento Cardia. Evidente che le possibilità d’ottenere l’intera somma, oggi, non sono molte, ma sono queste le crociate, politiche e amministrative, che vanno fatte e combattute. Ma torniamo all’emergenza ambientale di queste ore. Che non è certo una novità, anzi conferma in modo inquietante un caso noto: il passaggio pluridecennale delle condotte a servizio di un vasto abitato, e di alcuni abusi vi, sotto l’alveo e lungo le pareti di tre chilometri di fiumara. In corrispondenza degli insediamenti di Fondo Pistone, Bisconte e Catarratti. La rottura di una tubazione da “300” (trenta centimetri) è avvenuta a pochi metri dalla fine del tratto scoperto, ovvero da un fitto tessuto urbano che è anche la struttura dello svincolo Centro e dal suo controviale. Quasi inutile sottolineare che in simili casi i liquami finiscono per scorrere copiosamente tra le fondazioni di arterie essenziali quali il viale Europa laddove il Comune s’appresta ad intervenire per alcuni consolidamenti specie, a valle, all’altezza della linea tranviaria. Ma accendiamo i fari sull’attuale cascata di liquami che dall’alta parete di mattoni rossicci si riversa nel greto, ammorbando l’aria e poi scorre lungo il tratto coperto sotto la via Comunale Camaro e il viale Europa. Da giorni un’impre - sa in contratto aperto con l’Amam lavora alacremente nell’alveo prima per l’individuazione dei punti di rottura e poi per sostituire il tubo a pezzi, e già in queste ore la consistente dispersione di liquami dovrebbe essere cessata. Ma interventi urgenti come questi possono fermare l’inquinamento, non risanare una rete decrepita. Qui s’impone un passo indietro. Già dal 2009 – si ricordano i sopralluoghi mirati dell’ex assessore Rao – Palazzo Zanca prova a venire fuori da questo incubo che rischiava perfino di paralizzare il progetto complessivo, e per questo lo staff di progettisti (Bartolotta, Mancuso, Mucari, Rodilosso) era stato integrato da un consulente esterno che ha stimato le opere necessarie a rimuovere dal torrente le fogne decrepite, sostituendole con nuove condotte da collocare al di sotto della strada. Proprio nei giorni scorsi, il Comune ha informato l’Amam dei costi (700.000 euro) ventilando una possibile collaborazione. Ma da un punto non si scappa: si tratta di urbanizzazione primaria di competenza del Comune. Servono disperatamente.... oneri di urbanizzazione. E nel frattempo tante continue manutenzioni.

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