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Aperte dal Csm due
pratiche sul Pg
Franco Cassata

di Nuccio Anselmo

 

Il “caso Cassata” davanti al Csm. Sono due i procedimenti aperti per incompatibilità ambientale a carico dell’attuale procuratore generale, Franco Cassata, e sono entrambi in trattazione davanti alla prima commissione del Consiglio superiore della magistratura. La prima pratica è stata aperta in relazione al ruolo di avvocato ricoperto dal figlio Nello, nell’ambito dello stesso circondario giudiziario di competenza del padre, e si dovrà stabilire se in passato come legale abbia esercitato attività solo in campo civile o anche in campo penale. Sono già state effettuate una serie di audizioni, compresa quella dello stesso Pg, che in entrambi i procedimenti è difeso dal collega Mario Samperi. A quanto pare l’attività istruttoria per questo primo procedimento è stata conclusa e la prima commissione si è riservata la decisione per formulare poi la cosiddetta “proposta” al Plenum . Il figlio del magistrato è stato nominato difensore in 11 procedimenti penali, ma nel corso dell’audizione Cassata ha sostenuto che in realtà ha rinunciato agli incarichi o comunque non ha svolto una significativa attività. La prima commissione ha comunque proceduto all’acquisizione dei relativi atti. Ma questo non è il solo procedimento d’incompatibilità ambientale attualmente incardinato davanti al Csm a carico del Pg di Messina. Un secondo fascicolo è in corso di trattazione davanti alla prima commissione per una questione piuttosto intricata. Eccola. Il figlio del Pg, l’avvocato Nello Cassata, è attualmente indagato dalla Procura di Barcellona Pozzo di Gotto con l’ipotesi d’accusa di associazione a delinquere finalizzata ad una serie di truffe assicurative, nell’ambito di una maxi inchiesta che vede coinvolte decine di persone tra avvocati, periti assicurativi, finti feriti ed altri soggetti. Inchiesta che ha registrato anche una proroga d’indagine. E nel corso dell’attività investigativa delegata dalla Procura di Barcellona sulle truffe assicurative, un funzionario di polizia che stava svolgendo accertamenti ha presentato alla magistratura un’informativa in cui spiegava di essere stato avvicinato da due colleghi, un altro funzionario di polizia e un ufficiale dei carabinieri, che avrebbero chiesto notizie degli accertamenti investigativi in corso in quel periodo a carico dell’avvocato Nello Cassata. Questo esposto del funzionario di polizia ha originato l’apertura alla Procura di Reggio Calabria, per competenza territoriale ex art. 11 C.p.p., di due fascicoli d’inchiesta: il primo a carico del solo Pg Cassata, con l’ipotesi di reato di rivelazione di segreto d’ufficio, e il secondo a carico del magistrato, del funzionario di polizia e dell’ufficiale dei carabinieri, con l’ipotesi di reato di tentata concussione. I due procedimenti sono stati comunque archiviati. Tutto questo incartamento è confluito davanti alla prima commissione del Csm per le valutazioni in sede disciplinare, e la decisione non è stata ancora adottata. È presumibile che anche gli atti della recente multa per diffamazione aggravata, inflitta a Reggio Calabria al magistrato per la vicenda Parmaliana, siano acquisiti nei prossimi giorni dal Csm. Il Pg Cassata sull’intera vicenda ha dichiarato alla “Gazzetta”: «Sono assolutamente sereno, perché abbiamo dimostrato assieme al mio difensore, il dott. Mario Samperi, che le ragioni di incompatibilità ambientale sarebbero assolutamente inconsistenti. Anche perché i fatti presupposti sono stati già valutati dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, ed archiviati ».

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