Lunedì, 21 Gennaio 2019
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MESSINA

Settimana decisiva
per salvare il Comune

di
palazzo zanca, salva comuni, Messina, Archivio

A Palazzo Zanca è tempo di dare concretezza agli entusiasmi generati dal decreto “Salva-Comuni” del governo nazionale prima e dalla norma “Salva-Messina” della Regione poi. Insomma, gli strumenti per “salvare” il Comune dal fallimento ci sono, ma adesso è proprio il Comune a doversi dare la mossa. La possibilità di accedere a questi due “tesoretti”, infatti, è legata ad una tempistica precisa che va rispettata, altrimenti addio aiuto di Roma, addio aiuto di Palermo, strettamente legato al primo. È d’obbligo un riepilogo. Il 12 dicembre scorso il consiglio comunale ha approvato la delibera di adesione al “Salva-Comuni” vara - to dal governo Monti, delibera con la quale è stata attivata la procedura di riequilibrio finanziario pluriennale. I tempi scanditi da quell’atto sono questi: entro 45 giorni l’area economico-finanziaria del Comune avrebbe dovuto proporre un piano di riequilibrio finanziario della durata di dieci anni, in base a precise linee guida e ad eventuali direttive impartite dal commissario straordinario e dal consiglio comunale. Consiglio comunale chiamato poi ad adottare il piano proposto entro il termine di 60 giorni. Fatti due calcoli, i 45 giorni sono trascorsi ieri. Il ragioniere generale Ferdinando Coglitore, dirigente dell’area economico-finanziaria, la prima bozza del piano l’ha già trasmessa, a metà della scorsa settimana, al commissario straordinario Luigi Croce, dal quale attendeva, però, ulteriori indicazioni che pare gli fossero state “preannunciate”, con il documento finito sotto la lente d’ingrandimento degli esperti di Croce. Sono arrivate quelle indicazioni? E se sì il piano è stato eventualmente aggiornato? Quel che è certo che, sebbene richieste espressamente, non sono giunte direttive ufficiali dal consiglio comunale. Gli altri dubbi sono legati all’effettiva corrispondenza tra il piano ad oggi redatto e le rigide linee guida impartite dal Ministero. Ad esempio, il Comune era obbligato ad effettuare «una revisione straordinaria di tutti i residui attivi e passivi conservati in bilancio, stralciando i residui attivi inesigibili o di dubbia esigibilità da inserire nel conto del patrimonio fino al compimento dei termini di prescrizione ». Pare, infatti, che non tutti i dipartimenti del Comune abbiano risposto in maniera puntuale. Tra quelli che l’hanno fatto, il dipartimento Pubblica istruzione, diretto da Salvatore De Francesco, che ha reso noto che se da una parte ci sono residui da eliminare per quasi 313 mila euro, dall’altra ce ne sono da mantenere per ben 1,6 milioni. Solo per un dipartimento. Del piano di riequilibrio consegnato da Coglitore a Croce si conosce ben poco: ad esempio che è stata fatta una nuova ricognizione del debito che avrebbe raggiunto quota 70 milioni; che è stata prevista una riduzione del personale, nei dieci anni, di 700 unità per via dei pensionamenti previsti; che la tariffa dei servizi a domanda individuale è stata mantenuta al 36 per cento. Non si conosce nulla, invece, di eventuali direttive di Croce, il quale però, nei giorni scorsi, ha adottato alcuni provvedimenti piuttosto rilevanti, nell’ottica del risanamento delle casse comunali. Uno di questo riguarda l’Amam: Croce ha dato mandato al dirigente alle Partecipate Antonino Cama di predisporre entro oggi un contratto di servizio che regoli i rapporti tra Comune e Amam, prevedendo che l’azienda corrisponda al Comune un corrispettivo annuo determinato applicando al valore dei beni di proprietà del Comune e ceduti in comodato o locazione o leasing operativo, il coefficiente previsto per le singole categorie di beni dalla tabella degli ammortamenti fiscali per le aziende di distribuzione di acqua potabile e non potabile, aumentati del 300 per cento. Un passaggio che comporterà, quasi certamente, l’aumento delle tariffe per i cittadini. Altro provvedimento: l’input al dirigente al Patrimonio di «procedere al recupero delle entrate derivanti dalla concessione dei passi carrabili entro trenta giorni», entro la fine di febbraio dunque. Al di là di tutto, questa settimana sarà decisiva per le sorti del Comune: il commissario e il ragioniere generale dovranno dare definitivo via libera al piano di riequilibrio, che dovrà essere approvato entro il 10 febbraio dal consiglio comunale munito di parere dei revisori dei conti, che dunque dovranno avere il tempo di visionarlo, evitando che vengano costretti ad una nuova corsa contro il tempo come avvenuto in occasione del bilancio di previsione. In altre parole, è tempo di accelerare.

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