Martedì, 11 Dicembre 2018
PALAZZO PIACENTINI

Anno giudiziario
inaugurazione
e proteste

anno giudiziario, Messina, Archivio

Le carenze d’organico e i tempi lunghi della giustizia. L’esigenza di rivedere il sistema per risolvere i problemi. Che sono ancora tanti, e non si possono certo superare con la soppressione di tribunali e sezioni distaccate. Ci vogliono riforme serie, per avere prima di tutto processi più veloci, ci vuole il coraggio di mettere mani all’articolo 111 della costituzione e ridurre i gradi di giudizio. Lo sostiene il presidente della corte d’appello del tribunale Nicolò Fazio che lo ha ribadito nella sua relazione, che ha aperto ufficialmente l’anno giudiziario a Messina. Una relazione a lungo applaudita alla fine da magistrati e avvocati, uniti dagli stessi ideali al servizio della verità e della giustizia, come lo stesso Fazio ha detto nel suo discorso, prima di citare Piero Calamandrei, uno dei padri del codice di procedura civile del 42. Per questa meta comune possiamo darci la mano. Ma quella di oggi è stata anche la giornata della protesta di avvocati e sindaci della zona jonica che hanno contestato la paventata soppressione del tribunale di Taormina. Prima all’esterno, poi all’interno di Palazzo Piacentini nell’aula della corte d’assise, durante l’intervento di Tommaso Virga, membro del Csm. Il coordinamento avvocati della zona Jonica ha distribuito i cartelloni mostrati anche dai sindaci. Difendiamo la giustizia di prossimità no alla soppressione del tribunale di Taormina si leggeva nei fogli mostrati a tutti. L’altra novità di quest’anno è stata l’intervento dei giovani avvocati dell’Aiga che dopo 10 anni sono tornati a parlare durante la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario.
Una cerimonia che ha evidenziato ancora una volta le grandi difficoltà che sta attraversando il settore della giustizia nel nostro territorio. Difficoltà come spiegato dal presidente della corte d’appello, legate all’esiguità degli organici e a un sistema obsoleto che non riesce a mettersi al passo con i tempi. Difficoltà che hanno complicato le cose ma non hanno fermato il lavoro di chi ogni giorno si impegna per garantire la verità e la giustizia.

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