Venerdì, 16 Novembre 2018
TEATRO V. E.

Arrivano gli stipendi,
ma si temono nuovi tagli

teatro vittorio emanuele, Messina, Archivio

I due mandati per complessivi 402mila euro, la cui esecuzione era stata sollecitata con lettera dal presidente Ordile al governo regionale nei giorni scorsi, sono stati esitati. La buona notizia viene confermata anche dai sindacati, che restano sul piede di guerra. I dipendenti del Teatro Vittorio Emanuele riceveranno lo stipendio di dicembre e la tredicesima. Chissà se, magari a stretto giro o quasi, ci sarà modo per dare soddisfazione anche al lavoro dei direttori artistici Lorenzo Genitori e Maurizio Marchetti (40mila euro lordi l’anno, cifre che non possono rappresentare uno scandalo), che non percepiscono un centesimo da giugno. E come loro Francesca Cannavò, che del “Vittorio” è una delle anime (e che guadagna ancor meno). Naturalmente, soddisfazione altresì va data alle compagnie che hanno assicurato spettacoli e incassi negli scorsi mesi, perché nessuno campa d’aria e il mestiere è di per sé già difficile, ma vi sono ragioni per ritenere che questa partita –se solo la Regione lo vorrà, adesso che si può far leva sull’esercizio provvisorio –possa esser chiusa. Magari dopo sarà più semplice sedersi attorno a un tavolo, con le rappresentanze sindacali, e studiare un piano di rilancio della principale istituzione culturale della provincia. A meno che non si voglia giocare a rompere tutto. Che l’interlocutore sia l’attuale e contestatissimo Cda o un commissario – nei giorni scorsi è emerso il nome di Laura Pulejo, la cui eventuale designazione non trattandosi di dirigente regionale deve passare dalla Commissione Affari istituzionali dell’Ars, con tutti i rischi che comporta un passaggio politico –poco importa alla città. L’arrivo degli stipendi, che consumati i passaggi burocratici saranno materialmente percepiti dai lavoratori entro dieci giorni, non smorza però le tensioni. Il presidio permanente va avanti, fanno sapere i sindacati, «fino a quando non accadrà qualcosa». Si punta al bersaglio grosso: l’azzeramento del Cda, pur sapendo che non sarà facile cogliere l’obiettivo. Lo si ammette a mezza bocca. Il governatore Crocetta ha assicurato attenzione nei confronti del “Vittorio”, epperò intanto potrebbe iniziare accogliendo una delle reiterate richieste di incontro avanzate da Cda e sovrintendente (la prima è del 20 novembre), non foss’altro per “par condicio”: i sindacati hanno avuto modo di interloquire con il governatore e di recente a Palermo c’è stato anche un incontro con il dirigente dell’assessorato regionale ai Beni culturali, Alessandro Rais.

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