Martedì, 18 Dicembre 2018
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PALAZZO ZANCA

Quartieri allagati,
protestano
i presidenti

allagamenti, Messina, Archivio

Alla riunione plenaria dei presidenti delle sei circoscrizioni mancava Enrico Ferrara della VI, paradossalmente rimasto imbottigliato nel traffico proprio a causa del maltempo. I danni e i disagi  provocati ripetutamente dalla pioggia, a causa della mancata manutenzione della condotta delle acque bianche in tutta la città, l’argomento per il quale era stata convocata la conferenza stampa. A nord e a sud , al centro e nei villaggi è dappertutto lo stesso dramma. Intere strade allagate anche oggi, sottopassi, marciapiedi, negozi, cantinati. L’acqua piovana non defluisce, non trova sbocchi naturali perché non funziona la rete di scarico. Non bastano- ha esordito Francesco Palano Quero presidente del IV quartiere- interventi tampone come quello previsto ieri dal commissario straordinario Luigi Croce che ha sollecitato la manutenzione nelle zone che appaiono più sensibili, perché si  impiega personale comunale senza la professionalità adatta né gli strumenti.  Mancano i mezzi per sturare i tombini e manca anche una programmazione- aggiunge Alessandro Russo presidente del V- che va concordata con il territorio oppure si lavorerà sempre affrontando solo le emergenze e ormai tutta la città è in emergenza. L’ultima gara per l’affidamento del servizio  –ha spiegato Giovanni Di Blasi della seconda circoscrizione-   è stata espletata nel marzo del 2010 e da allora il responsabile del dipartimento l’ing. Antonio Amato ha presentato alla ragioneria progetti di bandi che puntualmente sono tornati indietro per la mancanza di copertura. Una volta si lavorava con il metodo dei  micro- appalti a nord e a sud ed era più facile pianificare anche le spese. Oggi – è il caso di dirlo- si naviga a vista. Quando piove noi non possiamo neanche entrare nella nostra stessa sede, ci vorrebbe il ponte levatoio- tuona il presidente della I circoscrizione Giovanni Culici. La mancata manutenzione rende poi più costosi i successivi interventi- spiegano il presidente e il vicepresidente della III Giovanni De Salvo e Domenico D’arrigo-  perchè griglie e tombini si logorano  e quindi poi la spesa per la sostituzione diventa più onerosa. Per i sei presidenti (Ferrara presente col cuore) è necessario che si predispongano immediatamente dei piani di intervento che prevedano l’assegnazione del servizio attraverso dei cottimi fiduciari destinando delle somme esclusive dai dodicesimi  senza perdere più tempo improvvisando task force approssimative .

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