Venerdì, 19 Ottobre 2018
EMERGENZA LIMONI

Aicon 324 licenziati
26 a Sicilia Limoni

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aicon
Si aggrava l’emergenza occupazione in provincia di Messina. Le numerose vertenze che affliggono il mondo del lavoro non trovano sbocchi e marciano spedite verso la più drammatica conclusione, quella del licenziamento che lascia senza stipendio centinaia di famiglie. Ieri a tarda sera si è concluso un incontro in Prefettura per discutere del futuro dei 324 lavoratori dell’Aicon Yachts di Giammoro, società che produceva imbarcazioni da diporto e yacht di lusso. Un polo cantieristico d’eccezione sgretolatosi nell’arco di pochi anni. Si era sperato in un salvataggio in extremis ma ieri sera ma ieri sera si è consumato l’atto finale. La curatela fallimentare dell’Aicon ed i sindacati confederali hanno sottoscritto l’accordo per la messa in mobilità dei 324 dipendenti. Un licenziamento vero e proprio visto che il 31 gennaio scadrà la cassa integrazione straordinaria  e non c’è possibilità di ottenere una proroga.  Riceveranno, in base all’età, un’indennità di disoccupazione che oscilla fra i due ed i quattro anni. Finito il tempo delle promesse elettorali, dopo le regionali di ottobre, i lavoratori si ritrovano ora senza lavoro. I sindacati sperano ora nell’avvio di una trattativa per la cessione dell’azienda o di alcuni rami di essa a terzi per poi ottenere la riassunzione ma al momento sembra un obiettivo lontano.E si è concluso con un nulla di fatto il confronto tra la UIL, RSU e l’amministratore unico della Sicilia Limoni, Hanne Harten per tentare di scongiurare il licenziamento di tutti e 26 i lavoratori dell’azienda. La Sicilia Limoni ha ribadito l’intenzione di continuare la procedura di mobilità e di cessazione dell’attività produttiva mentre i sindacati  respingono questa soluzione ricordando che il 21 dicembre scorso, il legale rappresentante dell’azienda aveva garantito la presenza di commesse e quindi la prosecuzione dell’attività produttiva. I sindacati, che si dicono sorpresi dalla decisione della Sicilia Limoni, propongono misure alternative ai licenziamenti e alla mobilità. La UIL ha chiesto l’intervento del Prefetto Trotta per evitare che altre 26 famiglie cadano nel dramma della povertà.

 

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