Martedì, 22 Gennaio 2019
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TEATRO V. EMANUELE

Resta il presidio
venerdì al Cda

teatro vittorio emanuele, Messina, Archivio
orchestrali vittorio emanuele
Quale orchestra? Quale presidente? Potrebbero chiedersi i lavoratori tutti del teatro Vittorio Emanuele- commenta Antonio Di Guardo, della Uilcom Uil, più che indispettito, deluso dalla reazione di Luciano Ordile, che, ieri, fuggendo dagli uffici, non si è negato soltanto ai giornalisti, ma anche ai sindacati e alle maestranze.  E da ieri mattina è scattato quindi il presidio nella sua stanza, che ormai si protrarrà ad oltranza, almeno fino a quando –  spiega Pippo Di Guardo della SLC CGIL- la politica non darà risposte convincenti . Addebitiamo soltanto a quest’ultimo consiglio di amministrazione – aggiunge- il fallimento della gestione dell’ente,  che si trova nelle condizioni attuali, non soltanto in seguito ai tagli operati dalla regione sui finanziamenti, ma anche- per esempio- per la mancata approvazione dei bilanci, a causa della quale i fondi accantonati non possono essere riscossi. E così  64 lavoratori  a tempo determinato non percepiscono lo stipendio da due mesi, che l’orchestra e tutto il personale stagionale e precario vengono impiegati per poco più di 40 giornate lavorative, ai limiti cioè della disoccupazione e per ottenere quanto gli spettava hanno dovuto far ricorso ai decreti ingiuntiti, con ovvio aggravio di spese, e che le compagnie  e i   fornitori sono ancora in attesa di ricevere i compensi di un anno fa. Ma il problema evidenziato dai sindacati  non è soltanto occupazionale, ma anche di rispetto delle competenze professionali,  della  dignità delle persone, e soprattutto della tutela di un tempio della cultura, di un ruolo che un teatro come quello di Messina dovrebbe avere  e non ha, come quello ad esempio di capofila di una rete che colleghi Taormina e  Tindari e, oltre lo Stretto, di gemellaggio con reggio calabria- come auspica anche il segretario  della Cgil Lillo Oceano. Quella che è mancato- aggiunge il professore d’orchestra, Maria Rosaria Mastrosimome è la progettualità. Una delle conseguenze più tristi è che la gente si abbona a Catania o altrove e che partono pullman da Messina per portare spettatori in altri teatri della Sicilia, mentre il vittorio emanuele subisce un declino inesorabile ad appena 26 anni dalla riapertura, dopo essere stato ricostruito sulle sue stesse macerie del 1908. Anche ciò che accade oggi è come un terremoto. Sta andando tutto distrutto.  In conferenza stampa stamattina anche il segretario cittadino del pd, Giuseppe Grioli, il quale oltre ad impegnarsi a sollecitare i parlamentari del suo partito  ad affrontare  la vertenza al tavolo regionale, alla luce della reazione del presidente Ordile di ieri – conclude-  chi non  lotta con i lavoratori e quindi con Messina dovrebbe dimettersi.

 

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