Lunedì, 10 Dicembre 2018
CINEMA

“The elevator”, una
pellicola global

di
coglitore, Messina, Archivio, Cultura

Tutto in tempo reale. Due ore, due esseri umani, due storie, due segreti e uno spazio claustrofobico. Ovvero “The Elevator”, opera prima del messinese Massimo Coglitore, classe 1970, già regista di corti, spot e plurivincitore di festival, nonché autore della fiction Rai “Noi due”. Si tratta di un thriller psicologico interamente ambientato a New York ma girato a Roma, negli studi di Cinecittà, in lingua inglese. Non solo. Si tratta di un film a basso costo, autofinanziato e realizzato con alti standard per competere con il mercato internazionale. Interpretato da Caroline Goodall (“Shindler's List”, “Disclosure” e “Hook”), James Parks (“Kill Bill”, “Django Unchained”), e Burt Young (Paulie di “Rocky”, ruolo per il quale ottenne una nomination agli Oscar nel 1976), “The Elevator” si svolge esclusivamente in un ascensore newyorkese. Da una parte ci sono le colpe di Jack, uomo cinquantenne sospettato di aver pagato per avere un rene, causando così morte del figlio di una donna che chiede vendetta. Dall’altra c'è appunto questa donna, bella, affascinante, autoritaria, cinica che riesce a bloccare l’uomo nello spazio angusto dell’ascensore. Thriller psicologico, inquietante e pieno di dialoghi serrati, effetti sonori e visivi, carenza di luce e claustrofobia il film mette in campo anche il mondo della televisione. Il protagonista Jack è, infatti, ricco e famoso e conduce il quiz show più seguito della tv. La donna invece è disperata, spietata, folle e ha studiato ogni mossa, ogni dettaglio per fargliela pagare. E sarà proprio il quiz il mezzo della “tortura”, domande su domande per illudere Jack su una possibile salvezza. «Questo tipo di operazione – spiega il produttore Riccardo Neri per Lupin Film – non ha nulla di strano. È solo quello che dovrebbero fare tutti per fare bene questo nostro mestiere. I film vanno pensati per un mercato globale. Abbiamo così scelto di fare un film girato in Italia con una ambientazione non italiana e cast internazionale ». Il film uscirà in Italia? «Se troverà una distribuzione verrà doppiato. Altrimenti andrà sul mercato globale, festival compresi ». Del cast fa parte pure la giovane attrice messinese Katia Greco, nel ruolo di Sarah, una ragazza che vive nello stabile dove avvengono i fatti e si trova alle prese con l’ascensore fuori uso. Già interprete di molte fiction di successo (Distretto di polizia 9, Ris 4, Il capo dei capi, Noi due e Crimini Bianchi), tra cui “Il giovane Montalbano”, dove aveva il ruolo di Mery, prima fidanzata del giovane commissario, la Greco ha ricevuto di recente, in occasione della “42. Giornata d’Europa”, in Campidoglio, l’ “Oscar dei giovani” 2012, con la seguente motivazione: «Un attestato di stima per la costanza ed i risultati ottenuti con la sua attività, che fin da ora consente di prevedere grandi successi per il suo futuro professionale». Riguardo all’esperienza di “The Elevator”, la Greco ha detto: «Dopo diverse fiction arriva finalmente un film per il cinema. Sono orgogliosa e felice di recitare in una pellicola in lingua inglese, in un film di taglio internazionale. Una storia molto intensa, attuale, con toni da thriller psicologico». Oggi Katia Greco parteciperà a Messina, alla Feltrinelli Point (ore 19), all’incontro “Suggestioni dal set. Giovani attori messinesi a confronto”, condotto da Marco Bonardelli e a cui prenderanno parte anche Angelo Campolo, Federica De Cola e Ivana Zimbaro, che dialogheranno con colleghi più “anziani”come Maurizio Marchetti, Ninni Bruschettta, Gabriele Greco.

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