Venerdì, 19 Ottobre 2018
POLIZIA

Messina tirrenica,
8 arresti per
usura ed estorsioni

Ecco i nomi degli arrestati:

Giuseppe Mazzu', Giuseppe Ilacqua, Nicola Tavilla, Domenico Trentin, Salvatore La Camera, Tindaro Patti, Giuseppe Camarda e Carmelo Vito Foti.


IL COMUNICATO DELLA QUESTURA DI MESSINA

Nelle prime ore di stamane, la Squadra Mobile di Messina e la Sezione di P.G.- Aliquota Polizia di Stato presso la Procura della Repubblica di Messina - hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Messina, dott. Antonio Francesco Genovese, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia e della Procura della Repubblica di Messina dott. Vito DI GIORGIO e dott.ssa Anna Maria ARENA nei confronti di  otto soggetti.

Le indagini hanno avuto inizio nel maggio del 2009 a seguito della denuncia per danneggiamenti e minacce nei confronti di un direttore di banca palesando operazioni di cambio assegni dalle quali si è rivelato che taluni imprenditori,  protagonisti del giro dei titoli, per far fronte a contingenti situazioni di difficoltà finanziarie avevano fatto ricorso anche a prestiti usurai.

L’attività investigativa, esperita anche con l’utilizzo di presidi tecnologici, intercettazioni ambientali e telefoniche, ha evidenziato anche il coinvolgimento di personaggi orbitanti negli ambienti della criminalità organizzata messinese chiamati in causa ora per il reperimento di finanziamenti, ora per sollecitare interventi volti a risolvere situazioni di contrasto.

In particolare a far data dal 12.05.2009 il citato direttore denunciava una serie di minacce pervenute sulla propria utenza telefonica che culminavano con l’incendio della sua autovettura.

Gli ignoti malviventi si erano spinti fino al punto di far rinvenire all’interno della buca delle lettere dell’abitazione del direttore una lettera minatoria con la quale veniva anche richiesto un suo recapito cellulare.

Tra le ipotesi formulate dalla vittima come possibile causale per gli atti d’intimidazione subiti, inquadrati dal denunciante come attinenti all’ambito lavorativo, veniva indicata una situazione di attrito creatasi in agenzia con un cliente, il quale veniva diffidato dal proseguire dal mettere in atto pratiche finanziarie poco ortodosse, avendo egli emesso un cospicuo numero di assegni, nell’arco di pochi mesi, a favore della ditta ILACQUA di Rometta, regolarmente coperti dall’intestatario del conto con successivi versamenti in contante.

I primi accertamenti investigativi effettuati presso l’istituto di credito evidenziavano dei risvolti interessanti. Non solo dopo i fatti sopra descritti l’operatività sul conto corrente analizzato era del tutto cessata, ma veniva ufficiosamente segnalata, dal nuovo direttore, una rilevante e poco chiara movimentazione di titoli da parte di ILACQUA Giuseppe (titolare di un rifornimento di carburanti), anch’egli correntista dello stesso istituto, con altri imprenditori e professionisti della zona.

I servizi di intercettazione avviati nei confronti dei soggetti sopra indicati evidenziavano sin dalle prime battute l’esistenza di un vorticoso scambio di assegni, non suffragato da rapporti commerciali tra le parti e in massima parte generato con l’intento di rappresentare un’evidenza contabile che celasse la comune situazione di dissesto finanziario gravante sui medesimi.

Ogni qual volta tali espedienti non erano sufficienti o tempestivi per fronteggiare la grave situazione di difficoltà economica, peraltro divenuta sempre più pesante nell’arco di qualche mese, gli imprenditori si vedevano costretti a ricorrere a prestiti con tassi d’interessi esorbitanti.

Nel corso dell’attività d’indagine si è appurato che il principale elemento di collegamento tra questo ceto di imprenditori e professionisti ed il locale ambito dell’usura era MAZZU’ Giuseppe, un’ex agente penitenziario in pensione, con importanti contatti con elementi di spicco della criminalità organizzata sia del capoluogo, che della fascia tirrenica della provincia messinese.

MAZZU’, oltre a fornire prestiti usurari aveva fatto da tramite per analoghe operazione tra le vittime e rappresentanti della malavita organizzata messinese, quali TRENTIN Domenico e TAVILLA Nicola.

Il provvedimento è stato emesso a carico dei sottonotati personaggi per le seguenti motivazioni:

MAZZÙ Giuseppe, nato a Saponara il 06.11.1958, residente a Rometta, ritenuto responsabile del delitto di usura per aver emesso un prestito di natura usuraria di euro 10.000 a favore di un terzo soggetto, a fronte della corresponsione di interessi mensili del 15%; per aver ancora, in concorso con TRENTIN Domenico, erogato un prestito di natura usuraria nei confronti di terzi soggetti con interessi mensili del 20% e del delitto di estorsione con l’aggravante del metodo mafioso, perché in concorso con TRENTIN Domenico, LA CAMERA Salvatore e ILACQUA Giuseppe, compiva atti idonei diretti in modo non equivoco a  costringere un terzo soggetto a ripianare un debito, con relativi interessi, nei confronti di ILACQUA Giuseppe; 

    ILACQUA Giuseppe, detto "Pinuccio", nato a Saponara il 31.10.1953, residente a Rometta, ritenuto responsabile del delitto di cui all'arti. 110, 132 D. Lvo 385/1993 per aver realizzato, in concorso con MAZZU’ Giuseppe un'operazione di cambio titoli/contante non alla pari, di cui beneficiava un terzo soggetto che rischiava di essere protestato e del delitto di estorsione con aggravante del metodo mafioso, perché in concorso con MAZZU’ Giuseppe, LA CAMERA Salvatore e TRENTIN Domenico, compiva atti idonei diretti in modo non equivoco a costringere un terzo soggetto a ripianare un debito, con relativi interessi, nei confronti di ILACQUA. 

      L’Ilacqua, magazziniere della società ACR Messina è stato tratto in arresto presso gli alloggi dello Stadio San Filippo;

      TAVILLA Nicola, nato a Messina il 21.10.1965, ivi residente in Briga Marina, ritenuto responsabile del delitto di usura., perché  in concorso MAZZU’ Giuseppe erogava un prestito di natura usuraria nei confronti di un terzo soggetto con interessi mensili del 20%; 

        TRENTIN Domenico, nato a Messina il 24.01.1979, ivi residente, ritenuto responsabile del delitto di usura con l’aggravante del metodo mafioso, perché in concorso con MAZZU’ Giuseppe erogava un prestito di natura usuraria nei confronti di terzi soggetti con interessi mensili del 20% e del delitto di estorsione con l’aggravante del metodo mafioso, perché in concorso con MAZZU’ Giuseppe, LA CAMERA Salvatore e ILACQUA Giuseppe, compiva atti idonei diretti in modo non equivoco a costringere un terzo soggetto a ripianare un debito, con relativi interessi, nei confronti dello stesso ILACQUA; 

          LA CAMERA Salvatore, nato a Messina il 22.05.1975, ivi residente, ritenuto responsabile del delitto di estorsione, con l’aggravante del metodo mafioso, perché in concorso con MAZZU’ Giuseppe e ILACQUA Giuseppe, compiva atti idonei diretti in modo non equivoco a  costringere un terzo soggetto a ripianare un debito, con relativi interessi, nei confronti dello stesso ILACQUA;

            PATTI Tindaro, nato a Messina il 25.11.1974, residente in Rometta ,

              CAMARDA Giuseppe, nato a Villafranca Tirrena il 25.1.1972, ivi residente, tratto in arresto in Parma;

                FOTI Carmelo Vito, nato a Barcellona P.G. il 19.2.1967, ivi residente; perché in concorso tra loro, avvalendosi del metodo mafioso, costringevano MAZZU’ Giuseppe alla restituzione di un debito contratto con lo stesso PATTI Tindaro e PATTI Francesco Giuseppe.

                  Tra i soggetti indagati si distinguono per la loro caratura criminale:

                  TRENTIN Domenico (già detenuto presso la casa Circondariale di Ancona), gia’ sorvegliato speciale, condannato per tentato omicidio, e coinvolto nell’operazione antimafia “Omero”, nella quale veniva condannato grado per associazione mafiosa, risulta essere inserito nel clan Ventura-Vadalà, operante nel rione Camaro;

                   TAVILLA Nicola, pluripregiudicato per reati contro il patrimonio ed in violazione della normativa sulle misure di prevenzione, che annovera pendenze per omicidio, estorsione e usura. Lo stesso è stato tratto in arresto in data 5.12.2005 nell’operazione Grano Maturo che vedeva denunciate nr. 26 persone per il reato di usura, perpetrato ai danni di commercianti di questo Centro e della Provincia;

                   FOTI Carmelo Vito (già detenuto presso la casa circondariale di Sulmona), gravato da precedenti per associazione mafiosa, reati contro il patrimonio e la persona, è elemento di spicco della cosca “Barcellonese”, in data 24 giugno 2011 è stato tratto in arresto in esecuzione dell’ordinanza di misura cautelare Pozzo II eseguita insieme all’ordinanza Ghota, nei confronti di personaggi della malavita organizzata barcellonese per i reati di associazione mafiosa, omicidio, estorsione ed in materia di armi, nonché fittizia intestazione di beni;

                  LA CAMERA Salvatore, pluripregiudicato per reati in materia di stupefacenti, contro il patrimonio e tentato omicidio, è indicato come soggetto organico a consorterie criminali dedite al traffico di stupefacenti.   

                  Sono state eseguite perquisizioni domiciliari nei confronti degli arrestati ed anche di altri soggetti indagati.

                  Nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati assegni bancari e documentazione ed appunti contabili, in relazione ai quali sono in corso accertamenti.

                   

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