Lunedì, 21 Gennaio 2019
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CASSAZIONE

A Messina non c’è
lavoro, condannato
padre separato

separato, Messina, Archivio
Corte di Cassazione

Così resta senza successo la battaglia Rosario R., un padre separato che dal 2000 non aveva versato l’assegno all’ex moglie Laura C. per i figli minori Valeria e Fabrizio, e che ha fatto ricorso alla Suprema Corte contro la condanna a sei mesi di reclusione e 800 euro di multa, oltre al risarcimento delle tante mensilità non pagate, inflittagli dalla Corte d’appello di Milano il 6 aprile 2001 a conferma di quanto stabilito dal tribunale del capoluogo lombardo il 30 ottobre del 2006. Nell’udienza davanti ai supremi
giudici Rosario ha sostenuto che non «si poteva ravvisare colpa nella sua scelta di trasferirsi da Milano a Messina, con conseguente maggiore difficoltà nella ricerca di lavoro». Ma la Cassazione ha respinto il suo reclamo convalidando il «giudizio di colpevolezza» e ha bollato come destituita di fondamento la tesi difensiva sulle «difficoltà
di sistemazione lavorativa che l’uomo avrebbe incontrato a seguito del suo trasferimento da Milano a Messina» perchè «non dimostrano lo stato di incolpevole indigenza
in cui si sarebbe venuto a trovare».

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