Lunedì, 21 Gennaio 2019
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PALAZZO ZANCA

Quaranta milioni e
Messina può respirare

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Il “soccorso rosso”della Regione è quantificabile in 40 milioni di euro. A tanto ammonta l’anti - cipazione che il governatore siciliano si è detto disponibile ad autorizzare
per consentire al commissario e agli uffici comunali di chiudere finalmente la partita del bilancio di previsione e di cominciarne un’altra, quella dell’operazione riequilibrio dei
conti con le misure correttive (da “lacrime e sangue”) annunciate da Croce e dell’adesione al Fondo “salva-Comuni”istituito grazie al decreto 174 convertito nei giorni
scorsi in legge. Quaranta milioni che il Comune dovrà ovviamente restituire alla Regione ma con la possibilità di dilazionare il prestito fino a vent’anni. E tra le pieghe del bilancio siciliano potrebbe essere reperita qualche “sommetta” in più, in modo da arrivare alla fatidica soglia dei 50 milioni considerati indispensabili dal commissario per poter far quadrare i conti del bilancio previsionale del 2012. Un passaggio obbligatorio se non si vuole alzare bandiera bianca, rinunciare all’opportunità offerta dal Governo e dal Parlamento nazionale e dichiarare subito il dissesto finanziario. Il commissario aveva richiesto l’incontro fin dal giorno dell’insediamento del neopresidente. C’è chi gioca sui cognomi, Croce e Crocetta, ma è da questi due signori, l’ex procuratore capo della Repubblica e l’ex sindaco di Gela, che dipendono i destini di Palazzo Zanca e di una città che ha le potenzialità per salvarsi ma che sembra far di tutto per “autoflagellarsi”.

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