Mercoledì, 19 Settembre 2018
NEL DETTAGLIO

Allarme dissesto: ecco dove la Provincia rischia

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Ancora una volta la Corte dei Conti stigmatizza la gestione economico-finanziaria della Provincia di Messina. La Sezione Regionale della Corte dei Conti, con deliberazione n. 245/2012 nell’adunanza del 26 settembre 2012, a firma del Presidente Rita Arrigoni, rileva le gravi criticità gestionali dell’ente, dando 90 giorni di tempo all’amministrazione provinciale per mettere in atto i correttivi del caso.

Sette i punti di censura rilevati da parte dell’organismo di controllo: il ritardo nell’approvazione del rendiconto finanziario del 2011; il persistente e crescente disavanzo di gestione, già riscontrato a partire dal 2008, e che nel 2010 ammonta a 16.765.679,11 euro. Evidenziando in oltre un disavanzo di parte corrente di euro 1.483.220,93, coperto attraverso un consistente utilizzo dell’avanzo di amministrazione (euro 7.737.565,62, di cui euro 2.200.000 utilizzati per il finanziamento di debiti fuori bilancio); la presenza di debiti fuori bilancio non ancora riconosciuti dal Consiglio Provinciale pari a euro 885.401,63; la presenza di consistenti residui attivi antecedenti il 2006 con riferimento ai titoli I (euro 223.328,67) e III (euro 750.109,11) non movimentati nell’anno 2010. Utilizzo dei capitoli afferenti ai servizi conto terzi non in linea con il principio di tassatività di cui al principio contabile n.2 punto 25, con riferimento alle seguenti voci “Restituzione somme da banca per motivi diversi (euro 51.214,49 ); “ Pagamento lavori conservatorio Corelli” (euro 338.200,00) ; “Borse di studio” (euro 18.551,00); la presenza di consistenti perdite d’esercizio da parte delle società partecipate Sogas (3.565.476), ATO Me 3 SPA (euro 355.752), Feluca SPA in liquidazione (66.606), Centro Siciliano per le ricerche atmosferiche (euro 9.938,14), SOGEPAT (euro 72.285), Nettuno s.p.a. (euro 38.959), Consorzio ricerca filiera carni (euro 55.124), Consorzio ASI euro (euro 2.204,47); incidenza della spesa del personale rispetto alla spesa corrente ( 54% circa) superiore ai limiti pro tempore vigenti.

A fronte di tali gravi criticità, la Corte dei Conti, riscontrate ed in gran parte confermate a seguito di contraddittorio con l’ente, ha ordinato che il Consiglio Provinciale venga reso edotto ai fini dell’adozione delle necessarie misure correttive, e dispone che l’ente trasmetta alla stessa Corte dei Conti le misure adottate entro e non oltre 90 giorni.

 

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