Mercoledì, 26 Settembre 2018
SERVIZI SOCIALI

A rischio
450 posti

servizi sociali, Messina, Archivio
casa riposo
Nel settore dei servizi sociali è giunto il momento della resa dei conti. C’è il rischio che 457 lavoratori possano restare disoccupati com’emerso da un incontro fra i presidenti di quattro cooperative sociali con i segretari delle funzioni pubbliche di Cgil, Cisl e Uil. Si tratta di 207 lavoratori della cooperativa Azione Sociale, 120 della Nuova Presenza,  94 della Faro e  36 della Nuova Solidarietà. L'Ufficio Provinciale del lavoro ha convocato i lavoratori per il 5 e 11 dicembre a seguito dei preavvisi di licenziamento già notificati. Licenziamenti che, espletate le procedure e trascorsi 20 giorni, diverranno immediatamente esecutivi. Naturalmente oltre ai posti di lavoro  sono a rischio anche servizi fondamentali come il trasporto dei disabili nei centri riabilitativi, l’assistenza domiciliare agli anziani e nei centri di aggregazione giovanile. I primi a perdere il lavoro potrebbero essere i 104 lavoratori di Casa Serena poichè l’appalto scadrà il 31 dicembre. Per tutti gli altri il licenziamento scatterà dal 20 gennaio.  Secondo quanto riferito dal dirigente del dipartimento servizi sociali, Salvatore De Francesco, la mancata approvazione del bilancio di previsione 2012 e del pluriennale 2013/ 2014 compromette l'avvio delle procedure per l'approvazione dei bandi. Ma comunque il Comune è intenzionato a tagliare drasticamente il budget per i servizi sociali, destinando solo 5 milioni di euro a fronte dei 19 milioni sino ad oggi spesi, comprese le somme da destinare al Don Orione che ammontano a un milione e 300 mila euro. Le Funzioni Pubbliche di Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto ai presidenti delle cooperative ed alle loro associazioni di rinviare il licenziamento dei lavoratori. Una richiesta scaturita dall’impegno di aprire un tavolo  tecnico per scongiurare la chiusura di Casa Serena, garantire il futuro occupazionale dei lavoratori e i servizi alle fasce più deboli, assunto durante il vertice in prefettura dello scorso 26 novembre.  Confermare le  procedure di licenziamento e rifiutare il rinvio –sostengono i sindacati- rappresenta un danno per anziani, disabili, bambini provocato da una classe politica incapace, colpevole del disastro di Messina.

 

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