Lunedì, 24 Settembre 2018
PESCA

Slow food, acciughe siciliane e marocchine a confronto

Tre tipologie di acciughe a confronto: due siciliane, quella di Sciacca e quella di Catania conosciuta come l’acciuga «masculina da magghia» (mascolina da maglia) e una marocchina. Per imparare a riconoscere le differenti tipologie e provenienze di questo «pesce povero», l'associazione Slow food Italia, ha organizzato un laboratorio del gusto che si è svolto durante la manifestazione

 

Slow sea land conclusa ieri a Mazara Del Vallo (Trapani). Se la carne dell’“acciuga da magghia» è dolce e delicata non è così per l’acciuga marocchina pescata nell’Atlantico, di dimensione più grande e con una carne più grassa che viene lavorata in loco prima della commercializzazione. Ancora diversa è l'acciuga di Sciacca sotto sale. Particolarmente pregiata è la carne della «masculina da magghia» che si pesca nel Golfo di Catania con una tecnica praticata in tutto il Mediterraneo sin dai tempi di Omero e che consiste nell’imprigionare la testa dell’alice nelle maglie della rete (da cui il nome da magghia) per poi provocarne il dissanguamento che rende appunto il pesce più gustoso. 'L'acciuga rientra tra quei pesci che non è a rischio di estinzione – spiegano Franco Saccà, responsabile di Slow food Trapani e Nanni Cucchiara fiduciario slow food Marsala – perchè riesce a depositare fino a quarantamila uova: 1/3 di queste uova rimane in vita, 1/3 muore ed 1/3 viene divorato da altri pesci».

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